Guarda negli occhi la tua Medusa

26 Sep 2026 | Motivazione

Tutti conosciamo il mito di Medusa: un essere mostruoso, con un groviglio di serpenti velenosi al posto della chioma e lo sguardo col potere terribile di pietrificare all’istante chiunque la guardasse negli occhi.

Non molti, tuttavia, conoscono la sua storia: prima di diventare un mostro, Medusa era una bellissima sacerdotessa del tempio di Atena, dedicata alla purezza e alla castità. Ma un giorno, Poseidone, il dio del mare, si invaghì di Medusa e la prese contro la sua volontà. La dea Atena, invece di punire Poseidone, vide Medusa come una profanatrice del suo tempio e per punirla, la trasformò nel mostro terrificante che conosciamo.

Da quel momento, Medusa fu costretta a vivere nell’ombra, in esilio, temuta e odiata da tutti. Il resto della storia invece è noto: il giovane eroe Perseo la uccise con un’astuzia: usò uno scudo-specchio per evitare di guardarla direttamente ed essere pietrificato, e la decapitò.

Il mito di Medusa ci ricorda che nella nostra vita e nel nostro lavoro ci sono verità che nessuno vuole guardare direttamente perché troppo scomode, imbarazzanti o pericolose.

Conosco imprenditori o CEO che non vogliono ammettere l’esistenza della leadership tossica di un loro manager, perché significherebbe ammettere di aver sbagliato a promuoverlo o assumerlo. Meglio fingere che “un giorno capirà e cambierà” e che il suo team debba avere pazienza…

O ancora che il mercato stia cambiando e che l’approccio tradizionale che ha portato al successo, non funziona davvero più (se ti fa piacere, leggi il mio articolo su “La Sindrome di Icaro”, https://overtalent.it/blog/sindrome-di-icaro/). Guardare il problema in faccia significherebbe ammettere di essere indietro  e che il cambiamento – spaventoso – sia necessario. Meglio illudersi che “tutto continuerà ad andare bene”…

Ma è la “Medusa interiore” che può rappresentare le nostre paure più profonde. Jung direbbe che rappresenta l’Ombra, quella parte di noi che non vogliamo vedere. Guardare in faccia certe verità su noi stessi significherebbe aprire la finestra su un abisso che molti non vogliono vedere, affrontare paure profonde e la propria identità costruita nel tempo.

Quanti di noi, intimamente, sono consapevoli di non essere portati per il lavoro, lo studio o lo sport a cui hanno dedicato tempo ed energie e per i quali ci hanno “messo la faccia”,  ma non vogliono ammetterlo, incoraggiati dal mantra “se vuoi puoi”? La paura di ricominciare da zero può minare l’autostima e fa chiudere gli occhi. Inoltre. l’”Effetto Sunk Cost” (costo irrecuperabile), spinge a restare legati a qualcosa solo perché ci abbiamo già investito molto.

E quanti sono intrappolati in una relazione professionale o personale che li sta distruggendo, ma non vogliono lasciarla andare? Un capo che umilia o ti sfrutta, un socio in affari egoista, un’amicizia che prosciuga energia o un amore che non ha più futuro… Meglio chiedersi “che fai ormai, molli tutto?”

Tutte queste situazioni hanno un elemento comune: la verità fa paura perché obbliga ad agire. Ma proprio come Perseo, possiamo usare il nostro “scudo” per osservare la realtà senza esserne distrutti.

In un certo senso, Medusa è un monito: ci mostra che la bellezza può trasformarsi in orrore e che a volte la verità è troppo potente per essere guardata direttamente. Per usare lo scudo-specchio e distruggere la nostra Medusa, dovremmo chiederci: “Se oggi dovessi scegliere di iniziare questa relazione, questo lavoro o quest’azienda, lo farei ancora?”. Se la risposta è no, è tempo di cambiare.

 

Riccardo Bompiedi

Riccardo Bompiedi

Formatore per manager e venditori del b2b

Mi chiamo Riccardo Bompiedi e dal 1996 lavoro nella formazione di venditori e manager di aziende del b2b industriale, medicale e dei servizi. Sono esperto nello sviluppo delle competenze “hard” e “soft”: non solo corsi di Negoziazione, di Value Selling o di Motivazione e Leadership, ma anche di Piani di Vendita, di Mappatura del Portafoglio Clienti o di Redditività delle Vendite.

I miei clienti apprezzano l’attenzione che metto nel personalizzare gli interventi formativi sulla situazione interna ed il mercato di riferimento, e la mia capacità di coinvolgere i partecipanti ai miei corsi in modo estremamente interattivo e  con una sana punta di ironia.

Dal 2019 sono certificato nell’Assessment DISC®.

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